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Una strategia di comportamento per prevenire il rischio contenzioso in odontoiatria.

L'importanza dell' informazione per operare in maniera corretta

di Francesco Santoro Presidente A.N.D.I. Puglia.

L'aumento dei casi di contenzioso in tema di responsabilita'  professionale in odontoiatria, rappresenta un fenomeno che per quanto sovrapponibile per tendenza e motivazioni generali a quanto avviene nelle altre professioni sanitarie, si distingue per alcune peculiarita' :

  1. La prestazione odontoiatrica avviene in distretti o con manufatti protesici dove, con maggior facilita'  rispetto ad altre branche mediche, e' agevole dimostrare un errore in sede di giudizio a posteriori.

  2. Gli interventi odontoiatrici si configurano come prestazioni di elezione, talvolta estetiche, nelle quali sono minori le cause di giustificazione e le possibilita'  di errore.

  3. La richiesta di risultato e' accentuata dall'impegno economico necessario da parte dei pazienti.

  4. Nella professione odontoiatrica si manifestano in elevata percentuale due fenomeni,spesso collegati fra di loro, destruenti per il livello della qualita'  professionale: l'abusivismo e il prestanomismo, che generano confusione e minano la possibilita'  di autodifesa della categoria nei confronti dell'opinione pubblica.

A cio' si devono aggiungere:

  1. La disinformazione dei mass- media, che contribuiscono a favorire un falso nozionismo in tema di salute.

  2. Le pretese di risarcimento del paziente,spesso assecondato dal legale interessato alla transazione pecuniaria.

  3. L'orientamento della magistratura, maggiormente severa nei giudizi riguardanti la salvaguardia dei beni primari della salute e della vita, per i quali e' richiesta una competenza ed un'attenzione particolari e maggiori di quelle pretese da altre figure professionali.

Il contenzioso, si manifesta con la ricerca della responsabilia'  professionale e si aggrava senza il consenso informato.

L'Andi, come sempre sensibile ai problemi della categoria, ha ritenuto opportuno approfondire la tematica, aprendo un confronto nell'ambito di convegni e conferenze per fare chiarezza e per consentire di applicare una strategia di comportamento per prevenire il rischio-contenzioso, laddove risulti possibile.

Occorre fare un riferimento legislativo.

Il contratto di cura, nel quadro del lavoro autonomo e' disciplinato dagli articoli 2229 e 2238 c.c. e l' oggetto della prestazione e' il perseguimento del risanamento psico - fisico del paziente. La legge precisa che l'obbligazione a carico dell'odontoiatra, in quanto prestatore di opera intellettuale, e' una obbligazione di mezzi. Questo significa che il professionista si impegna a fornire la propria opera con diligenza, perizia e prudenza, ma non a garantire un determinato risultato ispirandosi sempre alla norma etico-professionale e al principio fondamentale, che prescrive di operare senza arrecare danno (neminem laedere).

Quindi all' odontoiatra si attribuisce l'obbligazione di mezzi, ma questo non mette al riparo dalla possibilita' che si configuri un atteggiamento di negligenza, foriero di responsabilita', ogni qualvolta egli ometta di aggiornarsi, ed operi in mancanza o insufficienza di mezzi, attrezzature o personale adeguati per qualita' e quantita'.

Il professionista possiede un mezzo per ben operare ed e' l'informazione.

E' prassi, ormai consolidata, consegnare al paziente un questionario anamnestico che egli compila e sottoscrive e questo permette all' operatore di conoscere lo stato di salute del paziente e calibrare modalita'  e tempi di intervento. Il paziente a questo punto da'  un consenso specifico alle terapie, dopo essere stato reso edotto della diagnosi che le giustifica, della prognosi e delle conseguenze terapeutiche.

Il consenso e' quindi l' autorizzazione a procedere . Nel caso venga registrato su appositi pre - stampati, disponibili nelle sedi associative provinciali, oltre ad essere informato risulta anche documentato. Il consenso informato va sottolineato e' un nostro dovere deontologico, ma, non mette al riparo il professionista da una indagine in tema di responsabilita' , in caso di esito sfavorevole dell' intervento, ne' giustifica errori conseguenti a malpratica. Nella brevita'  dell' esposizione si e' cercato di  far emergere gli aspetti piu' salienti del contenzioso in odontoiatria, che sicuramente, meriterebbe uno spazio piu' ampio. Un aspetto non trascurabile che ci interessa praticamente e' la collaborazione con il medico legale nella valutazione del danno odontoiatrico.

In conclusione la prospettiva e' quella di fare in modo che gli odontoiatri  manifestino  la volonta'  e la capacita'  di giudicare l'operato dei colleghi, per non consentire ad altri di occupare competenze non proprie. Riflettere sugli errori di un collega, aiuta ad avere sempre presenti i pericoli insiti in tutti gli atti diagnostico-terapeutici, anche e soprattutto in quelli che consideriamo di routine.

Dotarsi di una polizza r.c. professionale diviene una necessita'  non eludibile.

La Cattolica Assicurazioni, per i soci ANDI,  ha realizzato, su indicazione della commissione di Odontoiatria Legale Nazionale, un prodotto con le seguenti caratteristiche:

  1. omogenicita'  nazionale di una copertura assicurativa necessaria per chi svolge la nostra professione;

  2. una rete di esperti  formati nei Corsi  di Odontoiatria Legale, che garantiscono una gestione uniforme per ogni problematica;

  3. un punto di riferimento nazionale, un pool di esperti del settore, con il mandato specifico di aiutare nella soluzione dei problemi, di consigliare nelle scelte e di rivedere annualmente il premio assicurativo al ribasso, con l' aumento del numero delle adesioni;
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